Partita IVA Programmatore: tutto quello che devi sapere per lavorare

Partita IVA Programmatore: tutto quello che devi sapere per lavorare 

Se sei un programmatore, e stai pensando di aprire una Partita IVA, vedremo in questo articolo tutto quello che devi sapere su come aprire una Partita IVA per programmatore, senza rischiare di commettere errori.

Programmatore: libero professionista, o ditta individuale?

Una prima distinzione va fatta sulla tipologia di attività. Infatti, un programmatore, può essere un libero professionista o un artigiano, e nel caso di un rivenditore software può essere un commerciante.

Solitamente, i programmatori sono dipendenti delle aziende, oppure sono lavoratori autonomi professionisti che lavorano per più commettenti. Lavorano quindi sui progetti del committente, o si limitano alla consulenza software. In questo caso, dato che i mezzi per produrre vengono forniti dall’azienda committente, il programmatore è un libero professionista.

Un programmatore che crea soluzioni software da zero, per poi rivenderlo ad aziende o privati, ha un ditta individuale, essendo artigiano, in quanto in questo caso si assumono il rischio d’impresa.

Infine, vi è la casista del rivenditore di soluzioni software “a pacchetto”, o chi crea un software non personalizzato, e quindi concede licenze, come ad esempio un programmatore che crea una Saas. Anche in questo caso si tratta di una ditta individuale, ed in particolare di imprenditore commerciale.


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Può un programmatore usufruire del Regime Forfettario?

Se vengono rispettati i limiti di ingresso, e non si rientra nella causa di esclusione, le persone fisiche professionisti, e titolari di ditta individuali, possono usufruire del regime agevolato.

Tra le causa di esclusione, troviamo la residenza. Se non sei residente in Italia, in uno stato EU, oppure in uno stato EEA, non puoi aderire a questo Regime. non sei socio di una società di persone e i redditi di lavoro dipendete e/o assimilati dell’anno fiscale precedente sono inferiori a 30.000 euro, allora puoi aderire al regime forfettario. 

Per consultare nel dettaglio le cause di esclusione, clicca qui.

Tuttavia, tieni a mente che possono applicare il regime forfettario le Partite IVA che non consegno ricavi o compensi non superiori ai 65.000 euro annui, e le spese del lavoro accessorio, dipendente oppure i compensi collaboratori, non superano i 20.000 euro lordi.

Quali imposte paga un Programmatore Forfettario?

Il Regime Forfettario prevede un unica imposta sostitutiva pari al 15% (in alcuni casi il 5%) sul reddito imponibile, calcolato in modo forfettario, su una base imponibile calcolata in base alla percentuale di redditività del codice ATECO.

Ad esempio, per un Programmatore con codice ATECO 62.01.00, è previsto un coefficiente di redditività pari al 67%. Se quindi ad esempio per l’anno fiscale di competenza viene fatturato 10.000 euro, l’imposta sul reddito sarà pari al 15% sul 67% del fatturato, dopo aver dedotto i contributi.

Quali contributi paga un Programmatore?

Per molti questa è la nota dolente: i contributi INPS.

Nel caso di un programmatore Libero Professionista, non avendo una cassa specifica di appartenenza, egli è obbligato all’iscrizione Gestione Separata INPS. Per gli iscritti alla Gestione Separata INPS è prevista un aliquota del 25,98% sul reddito imponibile.

Nel caso di una Ditta Individuale, quindi nel caso di un programmatore Artigiano o Commerciante, sono previsti contributi fissi annuali, indipendentemente dal fatturato, rispettivamente pari a 3850,52 euro e 3836,16 euro.

Inoltre, nel caso in cui i compensi e ricavi superano i 15.953,00 euro annui, è prevista un’aliquota pari al 24% e 24,09% rispettivamente per artigiani e commercianti, da applicare sulla cosiddetta eccedenza.

Come aprire Partita IVA come Programmatore?

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