Codice ATECO per Web Designer: ecco quale scegliere

Se sei un web designer,  stai pensando di aprire la Partita IVA, vediamo in questo articolo qual è il Codice ATECO per Web Designer più adatto alla tua attività.


Come probabilmente già saprai, il Codice ATECO è quel codice identificativo dell’attività economica svolta da una Partita IVA.

Ogni Partita IVA, può avere sino ad un massimo di 6 Codici ATECO.

Nel caso del Web Designer, inteso come disegnatore grafico di pagine web, quindi colui che opera con HTML e CSS, e utilizza software come Framer X, Figma, Sketch e così via, il codice ATECO più idoneo è 74.10.21.

Essendo un lavoro abbastanza ampio, che richiede la necessità di lavorare su elementi complementari, è possibile che vi sia il bisogno di aggiungere anche codici ATECO aggiuntivi.


Ogni situazione va valutata singolarmente, ed è proprio per questo motivo che ti consigliamo di chiedere ora una consulenza gratuita di 30 minuti con Wiseeo cliccando qui.

Web Designer e Regime Forfettario: si può fare?

Per la professione di Web Design, non ci sono particolari limitazioni tali che negano l’accesso al Regime Forfettario, se non le cause di esclusione e limitazioni sul fatturato e costi del lavoro, valide per qualunque altra attività svolta in Regime Forfettario.

Per quanto riguarda il coefficiente di redditività, per questa attività, risulta essere del 78%, questo vuol dire che andrai a pagare un imposta sul reddito pari al 78% del fatturato, dedotti i contributi previdenziali.

Se quindi hai ad esempio hai fatturato 10.000€, andrai a pagare il 5% oppure il 15% su 7.8000€.

Quali contributi INPS versa una Web Designer?

Per quanto riguarda i contributi INPS, dipende dal come questa professione viene svolta: se come attività di impresa, quindi artigiano o commerciante, oppure come libero professionista.

Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, dato che per natura della professione il Web Designer si trova ad offrire supporto ad altre imprese, in particolare si trova a mettere le mani sul design dei siti web di terzi, rientra come Libero Professionista.

In qualità di Libero Professionista, un Web Designer, dovrà iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare contributi pari al 25,98% sul reddito imponibile.

Nel caso del regime forfettario, il professionista dovrà quindi versare il 25,98% sul 78% del fatturato.

Quanto mi costa mantenere una partita IVA come Web Designer?

Abbiamo quindi visto che un Web Designer, in Regime Forfettario, si troverà obbligato a versare un imposta sul reddito pari al 15% (oppure 5%) sul 78% del fatturato, meno i Contributi Previdenziali.

Inoltre, dovrà versare un aliquota del 25,98% sul 78% del fatturato, per quanto riguarda i Contributi Previdenziali.

Per quanto riguarda il costo di mantenimento, con Wiseeo, l’apertura della Partita IVA, con le dichiarazioni annuali, prevede un costo di 297€ annui, tutto incluso.

Simulato un fatturato di 30.000€ in un anno, ecco un sommario:

Fatturato: 30.000€

Contributi Previdenziali: 6.079,32€

Imposta sul Reddito: 15% (o 5%): 2.598,10€ (o 866,03€)

Costi Wiseeo: 297€

Netto: 21.025,58€

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